I testi completi delle opere

03 febbraio 2025

Le patate di Giarre

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 Le patate di Giarre

 

 
Nel corso del XX secolo, nell’hinterland di Giarre e Riposto, che va da Taormina ad Acireale, venne impiantata la coltura delle Patate Novelle. Patate di pregio e primaticce, la cui produzione avrebbe colmato il vuoto dei mesi primaverili non coperti dalla patata del ciclo comune prodotta in altre aree agricole italiane.
La nuova coltura fu impiantata a partire dal 1910 circa ed ebbe termine a fine secolo, dando lavoro a varie categorie di operatori (proprietari terrieri, sensali, contadini, commercianti, e i loro operai, carrettieri e camionisti, fabbricanti di ceste, ecc.). L’economia locale conobbe un periodo di prosperità grazie a quella nuova e potente boccata di ossigeno, i cui beneficiari furono sia, ovviamente, gli operatori diretti del nuovo prodotto, sia gli addetti dell’indotto.
Negli anni sessanta del Novecento, nel periodo di massimo splendore, partivano dalla stazione ferroviaria di Giarre (da cui il tubero prese il nome) perfino quattro convogli al giorno; ogni convoglio era composto da venticinque carri da cento quintali ciascuno, con destinazione i mercati del nord Italia ed esteri (Germania, Olanda, Belgio, Austria, Svizzera, Francia e Cecoslovacchia).
L’epilogo fu dovuto alla diminuita redditività del prodotto, tanto da indurre i commercianti a trasferire i loro interessi nel siracusano, dove si iniziavano a produrre le patate Terre Rosse, ma anche perché gli operatori giarresi non seppero fare fronte comune per affrontare i mercati nazionali e, soprattutto, esteri.

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28 giugno 2022

Gli scout nell'area ionico-etnea - 1910-1920



Nel 1910, a soli tre anni dalla fondazione dello scoutismo mondiale in Inghilterra, furono fondate in 22 città italiane i primi centri di organizzazione e tra queste ci fu anche Giarre con il suo promotore prof. Angelo Russo.

Giarre, 2022 - pagg. 40   

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30 ottobre 2020

1980 I Fatti di Giarre Il Delitto di due Giovani Gay

 

1980 I Fatti di Giarre Il Delitto di due Giovani Gay


I "Fatti di Giarre" rappresentano un momento di profonda rottura nella cronaca e nel costume dell'Italia degli anni Ottanta, scaturito dal ritrovamento dei corpi di Giorgio Agatino, di 25 anni, e del quindicenne Antonio Galatola il 31 ottobre 1980. I due giovani, scomparsi dal precedente 17 ottobre, furono rinvenuti da un pastore in un agrumeto della zona Jungo, allora estrema periferia cittadina, distesi a terra e simbolicamente uniti mano nella mano. Sebbene inizialmente si fosse ipotizzato un avvelenamento o un omicidio-suicidio supportato dal ritrovamento di un biglietto in cui si chiedeva perdono per aver cercato "pace e felicità", l'autopsia rivelò che entrambi erano stati uccisi con colpi di pistola alla testa.

Le indagini presero una piega inaspettata quando un nipote di Antonio, un ragazzino di soli tredici anni, confessò ai carabinieri di essere l'esecutore materiale del delitto. Secondo la sua prima versione, i due giovani lo avrebbero costretto a sparare minacciandolo di morte, poiché desideravano porre fine a una vita resa impossibile dai continui scherni e dalla discriminazione di una Giarre descritta dai giornali come "spietata" verso gli omosessuali. Tuttavia, poco dopo la confessione, il bambino ritrattò tutto davanti ai giornalisti, sostenendo di essere stato schiaffeggiato e minacciato dai militari, che avrebbero paventato l'arresto del nonno per estorcergli una colpevolezza inventata, ispirata a scene viste nei film del tenente Colombo.

Nonostante il clima di incertezza, le incongruenze nel racconto del "baby killer" e il sospetto che i corpi potessero essere stati trasportati nel limoneto solo in un secondo momento, la magistratura e l'Arma dei Carabinieri considerarono il caso chiuso basandosi sulla validità formale della prima confessione. Parallelamente alla vicenda giudiziaria, il delitto scosse la comunità LGBT+ italiana; il 6 novembre 1980 si tenne a Giarre un dibattito organizzato dal "Fuori!" che, nonostante l'ostilità di alcuni gruppi locali e l'assenza delle istituzioni, pose le basi per la nascita del primo nucleo dell'Arcigay a Palermo nel dicembre dello stesso anno. L'eco di questa tragedia trasformò un dramma di provincia in un simbolo nazionale della lotta contro il pregiudizio e per il riconoscimento dei diritti civili.


Giarre, 2020 - pagg. 27    https://mcc-libri.yolasite.com/

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15 febbraio 2020

L’Agricoltura e il Territorio Ionico-Etneo (Sec. XVIII-XX)

 


Appendice: Pesi - Misure - Orario - Monete in Sicilia

Giarre, 2020 - pagg. 43    https://mcc-libri.yolasite.com/

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28 maggio 2019

I Profughi della Grande Guerra da Cismon del Grappa a Giarre

 

I Profughi della Grande Guerra da Cismon del Grappa a Giarre

Il saggio ripercorre la profonda impronta lasciata dalla Grande Guerra nel territorio ionico-etneo, evidenziando come il conflitto abbia unito idealmente e materialmente il Nord e il Sud dell'Italia. Prima dell'entrata in guerra, il distretto di Giarre e Riposto fu teatro di accesi scontri ideologici tra gli studenti interventisti, che manifestavano con toni violenti contro la passività del Governo, e le fazioni socialiste e pacifiste che denunciavano gli interessi borghesi dietro il conflitto. Con l'inizio delle ostilità nel 1915, molti cercarono di evitare il fronte attraverso esoneri legati ad attività lavorative ritenute indispensabili, come l'estrazione di oli essenziali a Mascali o la produzione vinicola a Riposto, mentre chi partiva affrontava l'inferno delle trincee sotto la costante minaccia di rigide punizioni per diserzione o autolesionismo.

Un capitolo centrale di questa storia è rappresentato dal profugato seguito alla disfatta di Caporetto, quando nel novembre 1917 oltre cento abitanti di Cismon del Grappa giunsero a Giarre dopo un estenuante viaggio ferroviario di quattordici giorni attraverso la penisola. Nonostante le iniziali difficoltà e la confusione burocratica, la comunità locale rispose con straordinaria solidarietà: furono istituiti comitati pro-profughi, raccolti fondi e offerti alloggi sia in strutture pubbliche che in case private. L'integrazione fu favorita anche dal lavoro, con gli uomini impiegati nelle campagne etnee e le donne nelle fabbriche agrumarie, permettendo un fecondo scambio di conoscenze tra la cultura contadina veneta e quella siciliana.

Simbolo spirituale di questo legame divenne la statua della Madonna del Pedancino, che i profughi portarono con sé per sottrarla all'invasore e che, dopo essere andata smarrita durante il tragitto, fu ritrovata a Milano e accolta a Giarre con una solenne processione. Il clima di fratellanza fu così intenso che, al momento della partenza dei profughi nel giugno 1919, molte donne decisero di restare in Sicilia avendo sposato uomini del luogo. Questo rapporto di gratitudine e affetto reciproco si è cristallizzato nel tempo, portando all'ufficializzazione di un gemellaggio nel 1969 e a costanti visite istituzionali che ancora oggi celebrano la memoria di quell'accoglienza generosa.


Youcanprint - Lecce, 2019 - pagg. 35                          https://mcc-libri.yolasite.com/

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02 maggio 2019

L’Istruzione e le Superstizioni a Giarre e nel suo hinterland (1761-1953)


L'insegnamento primario nella Contea di Mascali parte dal Settecento. Con la diffusione del benessere economico gli abitanti avvertono l'esigenza di ottenere una istruzione migliore. Nel corso dell'Ottocento vengono aperte scuole superiori a Giarre e a Riposto

Giarre, 2019 - pagg. 15

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01 novembre 2018

La Colata Lavica del 1928 e la Rifondazione di Mascali

La Colata Lavica del 1928 e la Rifondazione di Mascali


L'eruzione dell'Etna del novembre 1928 ebbe inizio il giorno 2 con attività piroclastica dal cratere di Nord-Est, seguita dall'apertura di diverse fratture eruttive a quote decrescenti. Mentre una colata minacciò il centro di Sant'Alfio, fermandosi prodigiosamente dinanzi alle reliquie dei santi martiri portate in processione, una terza frattura apertasi il 4 novembre a 1.200 metri di quota incanalò il magma verso il letto del torrente Pietrafucile. Questa colata raggiunse l'abitato di Mascali all'alba del 7 novembre, distruggendo completamente la città proprio durante i solenni festeggiamenti del patrono San Leonardo. L'evento ebbe una risonanza mediatica senza precedenti per l'epoca, venendo documentato dai cinegiornali dell'Istituto L.U.C.E. e monitorato costantemente da scienziati come il professor Gaetano Ponte, che sorvolò la zona in aeroplano.

Il governo fascista colse l'occasione per dimostrare la propria efficienza organizzativa, rifiutando gli aiuti economici internazionali in nome dell'autarchia e avviando immediatamente la ricostruzione. Con il Regio Decreto-Legge del 15 novembre 1928, si decise di rifondare Mascali ex novo in un sito denominato "Carlino", situato più a valle lungo la strada statale Messina-Catania. L'impianto urbanistico della nuova città fu progettato ricalcando la struttura del castrum militare romano, con una pianta regolare a griglia che ospitava edifici monumentali in stili diversi, dal razionalismo del municipio alle linee neoclassiche della chiesa, entrambi opera dell'architetto Camillo Autore.

Nonostante la rapidità nel ripristinare le infrastrutture e nel fornire "ricoveri stabili" in muratura per i senzatetto, il supporto al settore produttivo fu meno efficace. L'industria agrumaria e quella delle essenze, i cui stabilimenti erano stati sepolti dalla lava, non riuscirono a risollevarsi pienamente a causa di finanziamenti statali giudicati tardivi e insufficienti. Anche lo stesso Mussolini, in visita nel 1937, espresse delusione per l'entità delle realizzazioni rispetto alle somme elargite. Oltre ai monumenti commemorativi eretti dai cittadini, rimane celebre la testimonianza artistica di M.C. Escher, che dedicò una litografia a una villa rimasta isolata ma intatta tra i campi lavici nei pressi di Nunziata.

Giarre, 2018 - pagg. 14 

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16 gennaio 2017

La Contea di Mascali e le città di Giarre e Riposto - 2° Edizione


Mascali fin dalla antichità, la sua contea, il suo territorio, la ricchezza agricola. L'opulenza di Giarre ed il mare di Riposto.

EBS Print - Arcore, 2017 - pagg. 138

15 ottobre 2010

Lo Scautismo a Giarre - Una storia lunga cento anni


Lo scautismo nasce nel 1907 da una intuizione del generale inglese Robert Baden Powell, rapidamente si diffonde nei cinque continenti e in pochissimo tempo diventa la più grande agenzia al mondo di educazione non formale e grazie alla quale milioni di giovani vivono sotto valori comuni e volontariamente accetti. In Italia lo scautismo arriva nel 1910. Giarre, una piccola cittadina della provincia siciliana, lo accoglie da subito con il Professor Angelo Russo e il Professor Gaetano Mondello, insegnanti attenti alle novità pedagogiche del tempo. Oggi vengono celebrati i cento anni… 

c.u.e.c.m - Catania, 2010 - pagg. 101