La Colata Lavica del 1928 e la Rifondazione di Mascali
L'eruzione dell'Etna del novembre 1928 ebbe inizio il giorno 2 con attività piroclastica dal cratere di Nord-Est, seguita dall'apertura di diverse fratture eruttive a quote decrescenti. Mentre una colata minacciò il centro di Sant'Alfio, fermandosi prodigiosamente dinanzi alle reliquie dei santi martiri portate in processione, una terza frattura apertasi il 4 novembre a 1.200 metri di quota incanalò il magma verso il letto del torrente Pietrafucile. Questa colata raggiunse l'abitato di Mascali all'alba del 7 novembre, distruggendo completamente la città proprio durante i solenni festeggiamenti del patrono San Leonardo. L'evento ebbe una risonanza mediatica senza precedenti per l'epoca, venendo documentato dai cinegiornali dell'Istituto L.U.C.E. e monitorato costantemente da scienziati come il professor Gaetano Ponte, che sorvolò la zona in aeroplano.
Il governo fascista colse l'occasione per dimostrare la propria efficienza organizzativa, rifiutando gli aiuti economici internazionali in nome dell'autarchia e avviando immediatamente la ricostruzione. Con il Regio Decreto-Legge del 15 novembre 1928, si decise di rifondare Mascali ex novo in un sito denominato "Carlino", situato più a valle lungo la strada statale Messina-Catania. L'impianto urbanistico della nuova città fu progettato ricalcando la struttura del castrum militare romano, con una pianta regolare a griglia che ospitava edifici monumentali in stili diversi, dal razionalismo del municipio alle linee neoclassiche della chiesa, entrambi opera dell'architetto Camillo Autore.
Nonostante la rapidità nel ripristinare le infrastrutture e nel fornire "ricoveri stabili" in muratura per i senzatetto, il supporto al settore produttivo fu meno efficace. L'industria agrumaria e quella delle essenze, i cui stabilimenti erano stati sepolti dalla lava, non riuscirono a risollevarsi pienamente a causa di finanziamenti statali giudicati tardivi e insufficienti. Anche lo stesso Mussolini, in visita nel 1937, espresse delusione per l'entità delle realizzazioni rispetto alle somme elargite. Oltre ai monumenti commemorativi eretti dai cittadini, rimane celebre la testimonianza artistica di M.C. Escher, che dedicò una litografia a una villa rimasta isolata ma intatta tra i campi lavici nei pressi di Nunziata.
Giarre, 2018 - pagg. 14

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