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30 ottobre 2020

1980 I Fatti di Giarre Il Delitto di due Giovani Gay

 

1980 I Fatti di Giarre Il Delitto di due Giovani Gay


I "Fatti di Giarre" rappresentano un momento di profonda rottura nella cronaca e nel costume dell'Italia degli anni Ottanta, scaturito dal ritrovamento dei corpi di Giorgio Agatino, di 25 anni, e del quindicenne Antonio Galatola il 31 ottobre 1980. I due giovani, scomparsi dal precedente 17 ottobre, furono rinvenuti da un pastore in un agrumeto della zona Jungo, allora estrema periferia cittadina, distesi a terra e simbolicamente uniti mano nella mano. Sebbene inizialmente si fosse ipotizzato un avvelenamento o un omicidio-suicidio supportato dal ritrovamento di un biglietto in cui si chiedeva perdono per aver cercato "pace e felicità", l'autopsia rivelò che entrambi erano stati uccisi con colpi di pistola alla testa.

Le indagini presero una piega inaspettata quando un nipote di Antonio, un ragazzino di soli tredici anni, confessò ai carabinieri di essere l'esecutore materiale del delitto. Secondo la sua prima versione, i due giovani lo avrebbero costretto a sparare minacciandolo di morte, poiché desideravano porre fine a una vita resa impossibile dai continui scherni e dalla discriminazione di una Giarre descritta dai giornali come "spietata" verso gli omosessuali. Tuttavia, poco dopo la confessione, il bambino ritrattò tutto davanti ai giornalisti, sostenendo di essere stato schiaffeggiato e minacciato dai militari, che avrebbero paventato l'arresto del nonno per estorcergli una colpevolezza inventata, ispirata a scene viste nei film del tenente Colombo.

Nonostante il clima di incertezza, le incongruenze nel racconto del "baby killer" e il sospetto che i corpi potessero essere stati trasportati nel limoneto solo in un secondo momento, la magistratura e l'Arma dei Carabinieri considerarono il caso chiuso basandosi sulla validità formale della prima confessione. Parallelamente alla vicenda giudiziaria, il delitto scosse la comunità LGBT+ italiana; il 6 novembre 1980 si tenne a Giarre un dibattito organizzato dal "Fuori!" che, nonostante l'ostilità di alcuni gruppi locali e l'assenza delle istituzioni, pose le basi per la nascita del primo nucleo dell'Arcigay a Palermo nel dicembre dello stesso anno. L'eco di questa tragedia trasformò un dramma di provincia in un simbolo nazionale della lotta contro il pregiudizio e per il riconoscimento dei diritti civili.


Giarre, 2020 - pagg. 27    https://mcc-libri.yolasite.com/

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